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Informazioni Generali


Comune di Pozzuolo del Friuli
Via XX settembre 31
33050 Pozzuolo del Friuli (UD)

Cod.Fisc. 80010530303 - P. IVA 00581220308
Servizio Tesoreria CCP 15192339


Stato

Italia

Regione

Friuli Venezia Giulia

Provincia

Udine

Superficie

34,28 Kmq

Abitanti attuali

6.904

Densità

183,8 per Kmq

Denominazione abitanti

Pozzuolesi

Santo Patrono

Sant’Andrea (30 novembre)

Capoluogo

Pozzuolo del Friuli

Frazioni

Cargnacco, Carpeneto, Sammardenchia, Terenzano, Zugliano

Comuni confinanti

Basiliano, Campoformido, Lestizza, Mortegliano, Pavia di Udine, Udine

C.A.P.

33050

Prefisso telefonico

(+39) 0432

Latitudine

45°59’12’’84 N

Longitudine

13°11’45’’60 E

 

ABITANTI:


Anno Abitanti
1871 3.374
1881 3.461
1901 4.219
1911 5.428
1921 5.866
1931 6.001
1936 5.880
1951 6.314
1961 6.203
1971 6.031
1981 6.341
1991 6.194
1997 6.266
2001 6.350
2002 6.418
2003 6.432
2004 6.529
2005 6.558
2006 6.722
2007 6.808
2008 6.934
2009 6.937

 

SINDACI:


Anno Nome
1870 VINCENZO POLLINI
1881 GIUSEPPE LOMBARDINI
1886 FRANCESCO BIERTI
1892 GIUSEPPE MENAZZI
1897 UGO MASOTTI
1919 FRANCESCO BIERTI
1920 ANTONIO CANDUSSIO
1929 FLORINDO ZAMPARINI
1934 ANTONIO CELLI
1945 VITALINO BARBURINO
1946 MARINO GREATTI
1947 GIUSEPPE ROMANELLO
1951 FLORINDO ZAMPARINI
1960 ITALO BOTTI
1965 PIANI FERRUCCIO
1970 BRUNO BLASICH
1975 EMILIO MULOTTI
1980 GUALTIERO STEFANONI
1985 BRUNO BLASICH
1988 GUALTIERI STEFANONI
1990 BRUNO BLASICH
1990 GIANNI IAIZA
1995 SERGIO BELTRAME
2004 MARIO GEATTI
2009 NICOLA TURELLO

Pozzuolo del Friuli (Puçui in friulano) è un comune italiano di 6.937 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Posto a 10 km a sud-ovest di Udine, confina a nord-ovest con il comune di Basiliano, a nord con i comuni di Campoformido e Udine, ad est con il comune di Pavia di Udine, a sud con il comune di Mortegliano e ad ovest con il comune di Lestizza. Attraversato dal torrente Cormor, si estende su un'area centrale dell'alta pianura friulana e, oltre al capoluogo, comprende le frazioni di Cargnacco, Carpeneto, Sammardenchia, Terenzano e Zugliano.

Il primo insediamento umano conosciuto nel comune risale addirittura agli albori della civiltà neolitica, cioè al V millennio a.C., quando l'area friulana, fino ad allora sede di raccoglitori e cacciatori mesolitici (8000 – 4500 a.C.), registrò l'arrivo di nuovi colonizzatori provenienti dall'area danubiana e dai Balcani occidentali che diffusero l'agricoltura e l'allevamento e formarono le prime comunità stanziali. Di queste, una delle più vaste oggi conosciute non solo in regione, ma in tutta Europa, è il villaggio di Sammardenchia. In base alle ricerche archeologiche, iniziate nel 1985, si è potuto ipotizzare che le attività economiche praticate in tale villaggio erano l'agricoltura, prevalentemente di farro ed orzo, l'allevamento, la caccia ed il commercio. Quest'ultimo è attestato dal ritrovamento di ceramiche. Il primo vero insediamento in prossimità dell'attuale centro abitato di Pozzuolo del Friuli risale però all'Età del Bronzo e si sviluppò nell'area dei Castellieri: siti posti su due alture, quella dei Cjastiei e la Culine, utilizzate come cinte difensive, delle quali ancor oggi sono ben visibili ai margini opere di fortificazione.

 

 

Veduta di alcune tombe del villaggio neolitico di Sammardenchia


La zona di Pozzuolo in epoca romana era attraversata dall'importante strada che da Marano Lagunare saliva attraverso Castions di Strada. Il ritrovamento di un tesoretto con dracme venete fa ipotizzare che nel II secolo a.C. a Pozzuolo si trovavano dei mercenari. Il ritrovamento di una quantità di fibule maggiore che in altri luoghi del territorio friulano fa pensare ad un'intensa romanizzazione.

Nel I secolo a.C. in corrispondenza dell'attuale abitato di Pozzuolo sorgeva uno dei castrum lungo la via Iulia Augusta, che andava da Aquileia a Forum Iulium Carnicum, l'attuale Zuglio. Secondo la tradizione, in questo periodo Gaio Giulio Cesare volle far costruire un pozzo (in latino puteus, oppure jutens), che diede il nome a Pozzuolo, probabilmente derivato da Puteolum, che poteva essere in origine un villaggio cui diedero vita i legionari qui stabilitisi. Il pozzo, esternamente rifatto nel 1862, è ancora oggi visibile.

Durante le invasioni barbariche, Pozzuolo, come altri paesi friulani, si raggruppò attorno alla cortina costruita per difendere il paese e vicino alla chiesa. Bisogna però aspettare il 921 perché il nome di Pozzuolo appaia per la prima volta in un documento, e precisamente nella donazione che l'imperatore Berengario I fece del paese e del castello al Patriarca d'Aquileia. Più tardi, nei pressi di Pozzuolo, si svolse nel 1411 una battaglia tra Udinesi e Cividalesi.Nel 1420 Udine, con la vicina Pozzuolo e tutto il territorio del Patriarcato, si trovò sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Durante le scorrerie dei Turchi, e precisamente nel 1477, Pozzuolo fu da questi completamente distrutta e di nuovo, nell'ultimo assalto turco, avvenuto nel 1499, il paese fu devastato da un incendio.

L'episodio più interessante della storia di Pozzuolo riguarda l'omonima battaglia, che si svolse tra il 29 e il 30 ottobre 1917, in seguito alla Disfatta di Caporetto. In quei due giorni una brigata di cavalleria, composta dal Quarto Genova e dal Quinto Novara, e la Brigata di Fanteria Bergamo, contrastarono l'avanzata austro-ungarica, dando la possibilità alla Terza Armata Italiana di attraversare indisturbata il Tagliamento e mettersi in salvo. La strenua e sanguinosa battaglia, che lasciò sul campo centinaia di cavalleggeri e fanti, si svolse nelle vie e sulla piazza del paese e coinvolse anche la popolazione civile. In memoria di questa battaglia, dal 1959 l’unica brigata di Cavalleria dell’Esercito Italiano è denominata Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli", alcune caserme portano o hanno portato il nome di Pozzuolo del Friuli, ed ogni 30 ottobre si commemora tale evento in concomitanza con la Festa Nazionale dell'Arma di Cavalleria. Inoltre, sulla piazza del capoluogo si trova il monumento dedicato alla cavalleria, mentre all’ingresso nord dello stesso vi è quello dedicato alla fanteria.

 

 

Monumento ai cavalleggeri in Piazza Julia a Pozzuolo.
Opera di Pietro da Verona del 1923

 

Per quanto riguarda i monumenti una visita va fatta al tempio di Cargnacco luogo simbolo del comune. Il Tempio Nazionale "Madonna del Conforto" in Cargnacco più noto come Tempio di Cargnacco, è un'opera monumentale voluta da Don Carlo Caneva già cappellano militare e reduce di Russia e dal Senatore Amor Tartufoli per ricordare i caduti e i dispersi di quella tragica campagna. Il progetto è dell'architetto Giacomo Della Mea anch'egli reduce di Russia.L'esterno del Tempio assume un forte carattere monumentale pur nell'utilizzo preponderante di un materiale "povero" come il mattone e raggiunge esiti di notevole suggestione nella composizione dei volumi. In particolare la tripartizione della facciata in una parte centrale di forte carattere e in due volumi a destra e sinistra arretrati ha la funzione di legarla ai fianchi laterali in uno svolgimento continuo che fa correre lo sguardo ad abbracciare l'intera dimensione dell'edificio. Elemento conclusivo dello spazio interno è la cripta sotto l'abside, visibile anche dall'alto attraverso la grande apertura circolare a pavimento subito dietro l’altare maggiore. Tale continuità degli spazi toglie a chi si trovi nel piano sottostante della cripta l'impressione di trovarsi in un luogo separato dal resto della chiesa. Al centro della cripta è posizionata l'arca sepolcrale del milite ignoto. L'interno del tempio presenta numerose opere d'arte eseguite da artisti friulani quali: le monumentali ceramiche di Ugo Galliussi, Andrea Pavon e Enore Pezzetta presenti sulle pareti laterali raffiguranti i momenti salienti delle battaglie, della ritirata e della prigionia nei campi di concentramento russi, le sculture di Giulio e Max Piccini: Madonna del Conforto in marmo bianco ( scolpita dallo scultore Giovanni Patat d'Artegna su disegno di Max Piccini), Sant'Antonio da Padova in bronzo e la Via Crucis in terracotta, i mosaici realizzati dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo  raffiguranti al centro dell'abside la Pietà e sulle pareti laterali del presbiterio a lato dell'altare maggiore episodi della ritirata, della prigionia e del ritorno alle famiglie dei sopravvissuti, le vetrate di Arrigo Poz e Sandro Riccardi di Netro narranti la tragica ritirata della Divisione Celere e scene di vita nei campi di concentramento, l’affresco di Ugo Galliussi che raffigura il sacrificio di Don Mazzoni, l'altare maggiore in marmo bianco di Vicenza su disegno di Giacomo Della Mea con formelle in bronzo di Giulio e Max Piccini raffiguranti i simboli degli Evangelisti.

 


Veduta esterna del tempio


Nel territorio comunale si producono cereali, ortaggi, frutta e foraggi. Anche il settore zootecnico riveste particolare rilevanza anche con un caratteristico allevamento di struzzi. Inoltre si contraddistingue per allevamenti di selvaggina in particolare fagiani con un allevamento aventi migliaia di capi. Sempre per quanto riguarda il campo dell’agricoltura va segnalata la presenza nel comune dell’ERSA un’agenzia regionale per lo sviluppo rurale. Nella sua veste di Agenzia pubblica, ERSA è meglio posizionata per salvaguardare e coniugare: la capacità competitiva delle aziende, la sicurezza del consumatore, la protezione dell’ambiente e la conservazione degli spazi rurali e le attività di controllo e certificazione. Il territorio inoltre ospita la scuola agraria “IPSAA Sabbatini” fondata nel 1881. L'Istituto assume l’importante ruolo di formazione di figure professionali tecnicamente preparate a dare nuovo impulso alla progressiva sostituzione dei metodi di coltivazione tradizionale con sistemi ecocompatibili, nell’ottica della salvaguardia ambientale e dell’ottenimento di prodotti agricoli e trasformati qualitativamente migliori.

La frazione di Cargnacco ospita, nella sua estremità orientale, in via Buttrio, una porzione della Zona Industriale Udinese (ZIU), di competenza del Consorzio per lo sviluppo industriale del Friuli centrale, dove hanno sede le due maggiori industrie del comune: le Acciaierie Bertoli Safau (ABS), con un fatturato di 997 milioni di euro nell'ultimo anno e 1.117 dipendenti, e l'impresa generale di costruzioni del gruppo Rizzani de Eccher, con quasi 500 milioni di euro di fatturato e più di un migliaio di dipendenti. Altre industrie presenti nel territorio comunale, di minori dimensioni, riguardano il settore conciario (Natco Spa), cartario, del legno, metalmeccanico e dei materiali da costruzione.

Per quanto riguarda gli eventi di promozione del territorio ce ne sono vari. Il principale è la Sagra dello struzzo a Pozzuolo del Friuli ma ce ne sono tanti altri durante tutto il corso dell’anno. Un evento peculiare che solitamente si svolge la prima domenica di maggio e che sta rivestendo sempre maggiore importanza è Insieme a Pozzuolandia ormai arrivata alla 6^ edizione.

Si tratta di una grande manifestazione dedicata a tutti i bambini e alle loro famiglie con animazioni, spettacoli, laboratori di manualità e creatività, giochi all’aperto, ecc., calibrati per accontentare bambini e ragazzi di tutte le età e per intrattenere l’intera famiglia. Questa manifestazione è il frutto di un lavoro di comunità che attiva e valorizza le risorse presenti nel territorio, fa crescere nuovi giovani volontari, mette in rete le realtà dell’associazionismo in sinergia con le Scuole e l’Amministrazione locale.

 

Nel territorio sono presenti numerose associazioni sportive. Ormai sono rappresentati quasi tutti gli sport dal calcio al basket al tennis. Sul territorio comunale vi sono numerose strutture nelle quali praticare sport e passare del tempo libero all’aria aperta. Inoltre a Terenzano è presente una delle più importanti piste di speedway a livello internazionale.

Numerose sono anche le associazioni di volontariato presenti su territorio. Queste oltre ad organizzare eventi anche in collaborazione tra loro si impegnano a trasmettere messaggi positivi di solidarietà e dello star bene insieme. Vi sono anche associazioni culturali che si impegnano nella promozione del territorio dal punto di vista storico, archeologico organizzando incontri visite guidate ecc. Le varie associazioni sia culturali che sportive inoltre partecipano al progetto “scuola integrata”. Questo progetto ha il fine educare i ragazzi non solo in un modo strettamente didattico ma anche attraverso lo sport, l’arte, la musica la cultura. E’ un modo utile per far crescere i ragazzi nel corpo e nella mente. Infine una realtà recente è il centro di aggregazione giovanile. Questo centro quasi interamente gestito dai ragazzi del paese propone un ritrovo alternativo dei giovani del luogo. Grazie al CAG i ragazzi imparano il difficile lavoro dell’animatore e i valori della solidarietà dello stare in compagnia e del divertimento senza eccessi. In più le famiglie hanno un posto sicuro e protetto dove potere mandare i loro bambini il pomeriggio.